Agevolazioni fiscali e risparmio energetico: quali sono le ultime novità? 

In Italia a partire dal 2020 ad oggi sono state emanate dal MISE (Ministero per lo sviluppo economico) alcune misure per incentivare piccole e medie imprese ad investire in programmi di efficienza energetica 

Sorpassare l’utilizzo di combustibili fossili e adottare consumi sempre più legati a fonti green e rinnovabili è l’obiettivo principale di queste agevolazioni introdotte dal Governo. 

Ma tra cavilli burocratici e news continue è difficile comprendere quali possano essere le agevolazioni che la tua realtà aziendale può sfruttare fin da subito. Per questo nella nostra guida abbiamo voluto spiegare passo passo tutte le detrazioni ottenibili da una PMI: vediamo insieme quali sono.  

Chi sono i beneficiari dell’ecobonus?

L’ecobonus è una detrazione fiscale riservata ai lavori per il risparmio energetico, che include una serie di provvedimenti come il Superbonus, ma anche agevolazioni del 50% e del 65%, i quali sono stati prolungati per tutto il 2022, 2023 e 2024. 

Ma in cosa consistono queste agevolazioni? Le agevolazioni fiscali consistono in detrazioni dell’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) e dell’Ires (imposta sul reddito delle società), e vengono concesse quando si eseguono interventi che aumentano i livelli di efficienza energetica.  

Risparmiare in bolletta e incentivare la transizione ecologica ti permetteranno di rendere più efficiente la tua impresa, sia a livello di consumi sia a livello di performance economiche.  

I beneficiari dell’ecobonus 50% e 65% possono essere: 

  • persone fisiche; 
  • società di persone, come società semplice (SS), in nome collettivo (SNC) o accomandita semplice (SAS); 
  • società di capitali, come società a responsabilità limitata semplificata (SRLS), società per azioni (SPA), società a responsabilità limitata (SRL) e in accomandita per azioni (SAPA). 

Per quali attività si possono richiedere le detrazioni al 50%?

Tra le spese detraibili al 50%, come indicato nell’art. 14 del decreto-legge n. 63, possiamo trovare:

  • L’acquisto e il rinnovo di infissi e schermature solari;  
  • La sostituzione di impianti di riscaldamento con caldaie a condensazione (con un’efficienza pari alla classe A); 
  • La sostituzione (o la nuova installazione) di impianto di climatizzazione invernale generato da biomassa. 

In aggiunta alle detrazioni presentate, possono sommarsi altre aliquote. Nel caso in cui l’intervento riguardi il cappotto termico di un condominio queste ultime possono infatti passare dal 70 all’80%. 

È importante però sottolineare come le detrazioni elencate non si applicano alle nuove costruzioni, ma possono essere sfruttate solo per il rinnovamento di immobili già esistenti.  

Invece le attività che si possono detrarre al 65%?

Ci sono altri interventi che la tua azienda può iniziare a valutare per ottenere una detrazione fiscale del 65%. Le attività sono le seguenti: 

  • La sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti composti da caldaie a condensazione, attraverso poi una contestuale installazione di impianti di termoregolazione evoluti; 
  • L’aggiornamento di impianti di riscaldamento con pompe di calore integrate o caldaie a condensazione; 
  • L’intervento di sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore; 
  • L’installazione di impianti fotovoltaici per la produzione di acqua calda per usi industriali. 

Un elemento fondamentale per poter ottenere queste detrazioni consiste nel riconoscimento, da parte dei professionisti abilitati, dell’Attestazione della prestazione energetica APE dell’edificio 

In cosa consistono gli sconti in fattura e la cessione del credito?

Per l’ecobonus continua la possibilità di usufruire della cessione del credito e dello sconto in fattura in alternativa alla detrazione. 

Per tutto il 2022, 2023 e 2024, potrai quindi scegliere di ottenere lo sconto in fattura. In che cosa consiste? È un contributo, spendibile sotto forma di sconto, sul corrispettivo dovuto a un’impresa per la realizzazione di interventi edili, energetici e impiantistici. 

L’impresa diventerà creditore d’imposta, anticipando l’importo richiesto e recuperandolo in futuro, attraverso una minore tassazione. In questo modo lo Stato andrà a stornare dalle imposte future l’importo anticipato dall’impresa. 

In alternativa si può scegliere la cessione del credito d’imposta, ovvero una modalità che permette di cedere il credito ad altri soggetti, come istituti di credito o intermediari finanziari.  

Ci sono alcuni dettagli che ancora non ti sono chiari? Contattaci al nostro forum di contatto per prenotare una consulenza gratuita e capire, insieme ai nostri Referenti Energetici, quali possono essere le agevolazioni fiscali che tua impresa può richiedere.