Quali cambiamenti sta affrontano il mercato energetico?

Il mercato dell’energia sta affrontando cambiamenti sempre più importanti. A partire dalla transizione verde, iniziata nel 2019 dall’Unione Europea attraverso l’European Green Deal: un accordo instaurato tra tutti gli stati membri per ridurre del 55% le emissioni di gas serra al 2030 e completare la transizione energetica entro il 2050.

Il riscaldamento globale e l’evoluzione climatica hanno avuto e continuano ad avere un enorme peso nel settore energetico, che ad oggi guarda a un futuro maggiormente rispettoso dell’ambiente. Questa spinta verso un cambiamento ecosostenibile ha investito piano piano anche le realtà aziendali, che nel corso degli ultimi anni guardano con sempre maggiore interesse all’adozione di risorse rinnovabili.

Qual è la situazione attuale del mercato energetico?

Facciamo un po’ di chiarezza. Quali sono, ad oggi, le principali tecnologie e fonti energetiche che si utilizzano:

  • Carbone*
  • Petrolio
  • Gas naturale
  • Energia idroelettrica
  • Nucleare
  • Fonti rinnovabili

*Nei paesi più avanzati il ruolo del carbone si sta riducendo, anche se vi sono Paesi in cui questa fonte energetica è ancora preponderante.

Sono ancora presenti in elenco i combustibili fossili come il carbone ed il petrolio. Questi ultimi vengono utilizzati per il loro basso costo di estrazione, per la loro capacità di produrre energia elettrica, riscaldamento e, ultimo ma non meno importante, per alimentare i consumi di trasporto marittimo, areo e a terra.

Verso un mercato energetico più sostenibile

Da un rapporto annuale stilato da Ember and Agora Energiewende è emerso che, nel 2020, ci sia stato sia un calo del valore relativo di elettricità generata a partire dal carbone, che quello derivante dal gas naturale. Per questo la spinta verso l’adozione di energie rinnovabili si fa sempre più rilevante. Un esempio? In fase di lockdown è stato registrato un aumento di oltre il 50% di produzione elettrica nazionale, mentre le emissioni di gas serra sono calate del 26%.

Nello stesso anno, a gennaio 2020, il Governo italiano ha pubblicato il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), un testo per il raggiungimento della transizione verde per il 2030. Gli obiettivi a livello nazionale puntano all’aumento dell’efficienza energetica grazie alle fonti rinnovabili e alla riduzione delle emissioni di CO2.

Nel settore elettrico si punterà sullo sviluppo dell’eolico e fotovoltaico, per ovviare alla natura intermittente di queste fonti. Infatti, per poter produrre una giusta quantità di energia, gli impianti devono essere installati in aree particolari, in cui però non può essere sempre garantita la continuità dell’energia prodotta.

Oltre allo sviluppo dell’energia elettrica si punterà anche all’ampliamento del parco installato di eolico e fotovoltaico, con un installato medio annuo dal 2019 al 2030 pari a circa 3200 MW e circa 3800 MW, a fronte di una media di impianti negli ultimi anni di 700 MW.

Come nell’energia elettrica, anche per il riscaldamento e il raffrescamento si punta a incrementare l’utilizzo di rinnovabili. In particolare, in termine di diffusione delle pompe di calore che, a differenza dei combustibili fossili, generano calore attraverso l’utilizzo di energia termica proveniente dall’aria, dall’acqua e dal suolo.

Un altro segmento che in questi anni sta attraversando un cambiamento importante è il settore dei trasporti. Grazie all’introduzione di carburanti rinnovabili come i biofuel avanzati e al processo di elettrificazione, che spinge verso un’adozione di veicoli ibridi o 100% elettrici, si concretizza la svolta ecosostenibile.

La transizione energetica per l’ambiente, la società e le imprese

La transizione energetica si è resa necessaria per arginare gli effetti del cambiamento climatico, arrestando l’aumento della temperatura globale.

Ma i benefici di questo cambiamento non sono solo legati a un benessere ambientale. Il cambio di paradigma rappresenta una opportunità strategica sia per la società che per le realtà aziendali.

Risparmio, efficientamento energetico e razionalizzazione degli sprechi sono alcuni dei benefici che possono sfruttare tutte le PMI.

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